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*** OFFERTA *** Van Gogh e il viaggio di Gauguin. Variazioni su un tema
a cura di Marco Goldin
catalogo della mostra (Genova, Palazzo Ducale, 12 novembre 2011 - 1 maggio 2012)
cartonato, pp. 360, 330 riproduzioni a colori.
Raccolto attorno all’idea del “viaggio”, così come l’hanno raffigurata alcuni degli artisti più importanti tra Ottocento e Novecento in Europa e in America, il libro mette in luce i più diversi e a volte apparentemente opposti significati del viaggio, evidenziando subito la sua duplice e profonda identità paradossale. Il viaggio è intimità e vertigine al contempo, tocca e coinvolge questi due aspetti opposti dell’esperienza umana dando vita, di volta in volta, a una ricchezza di immagini e richiami simbolici diversi. All’interno di questa polarità del movimento verso l’esterno e del raccoglimento verso l’interno, si articola la scrittura che non si rivolge solo alla pittura ma anche alla letteratura. Eliot in particolare, è presente in tutto lo svolgersi del libro come riferimento costante proprio per la sua parola poetica che raccoglie in sé le trasformazioni che ogni viaggio comporta (chi giunge alla fine del percorso non è la stessa persona che è partita), ma anche il duplice movimento dell’andare e del ritornare. Ma non solo. Pagine delicate coinvolgono anche Attilio Bertolucci e la sua poesia introspettiva così simile alla semplice eppure pregnante essenzialità della pittura morandiana. Da artisti che si confrontano con la vastità e la vertigine di uno spazio (è il caso dei pittori americani dell’Ottocento e di Gauguin che visse in luoghi geograficamente lontani dalla civiltà e vicini invece alla natura), ad artisti che, scelto un luogo, lo esplorano e lo interrogano a lungo: tra queste due posizioni estreme ma che spesso si alternano o si compenetrano (si vedano le pagine dedicate a Monet e a Van Gogh), si snoda una scrittura, che abbraccia un contesto culturale ampio al quale, del resto, si prestano molti degli autori trattati. Pittori che crearono dialoghi fecondi con altre discipline artistiche e che affiancarono alla propria attività una nutrita produzione di lettere e di scritti critici sull’arte. È il caso di Van Gogh, che riuscì a coniugare all’interno della sua produzione questa duplice idea di viaggio. E lo fece sia nei quadri, sia nelle lettere, che, al di là della compiuta testimonianza umana che tratteggiano, si pongono anche come uno degli epistolari più interessanti di fine Ottocento per l’acume e la ricchezza di riflessioni sulla cultura del suo tempo. Ma è il caso anche di altri pittori che, con i loro scritti, rendono evidente quanto fosse importante l’apertura a settori culturali e artistici contigui a quelli in cui operavano. È noto, ad esempio, l’interesse per la musica di Kandinsky e la sua feconda amicizia con il compositore Thomas von Hartmann; l’ampio respiro critico contenuto negli scritti sull’arte di Rothko; la passione di Diebenkorn per la musica classica. Una lettura, dunque, che si offre come viaggio nel viaggio, costeggiando, interrogando alcuni dei momenti più alti dell’arte occidentale.
€30,00
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